sabato 10 gennaio 2009
Alcool Bari
giovedì 8 gennaio 2009
Un progetto di legge infame
| Partigiani e deportati come le truppe di Salò | |
di Gemma Contin Un progetto di legge, numero 1360, e un colpo di mano che metterà il Parlamento di fronte alla scelta di equiparare i partigiani che combatterono contro il fascismo e il nazismo, contro la guerra praticata da Benito Mussolini a fianco di Adolf Hitler, per la liberazione dell'Italia da un'infame dittatura interna ed esterna, con i miliziani della Repubblica di Salò, le truppe irriducibili che volevano continuare a tenere il Paese a ferro e fuoco, quelli che consegnarono migliaia di ragazzi italiani nelle mani dei rastrellatori tedeschi e gli ebrei del ghetto di Roma, di Venezia, di Torino, di Milano, nelle mani dei loro torturatori e di chi li avrebbe avviati ai lager e ai forni crematori. fonte Liberazione.it |
martedì 6 gennaio 2009
Fortress Europe
Tajo, Nigeria
“Conosco personalmente almeno due casi di ragazzi ammazzati dagli agenti di polizia a Tripoli. Il primo
è un ragazzo nigeriano, di nome Idewin. Venne arrestato a Tripoli durante una retata e morì pochi
giorni dopo per una brutta ferita alla testa causata da un colpo di manganello. L’altro era un ghanese.
L’avevano portato al commissariato, non so esattamente perché. So solo che morì per un colpo fatale
che gli sferrarono al collo durante un pestaggio, era nel febbraio del 2007”
Sium, Eritrea
“Eravamo partiti dalla Libia, dopo tre giorni di viaggio abbiamo perso la rotta e girando a vuoto
abbiamo finito la benzina. Siamo stati intercettati da una nave militare libica che ci ha riportato sulla
costa. Sono stato imprigionato per quattro mesi durante i quali mi hanno trasferito in cinque prigioni
diverse: Fellah, Ajdabiya; Marj, Binghazi, Kufrah”
Fatawhit, Eritrea
“Ho visto molte donne violentate nel centro di detenzione di Kufrah. I poliziotti entravano nella
stanza, prendevano una donna e la violentavano in gruppo davanti a tutti. Non facevano alcuna
distinzione tra donne sposate e donne sole, Molte di loro sono rimaste incinta e molte di loro sono state
obbligate a subire un aborto, fatto nella clandestinità, mettendo a forte rischio la propria vita. Ho visto
molte donne piangere perché i loro mariti erano picchiati, ma non serviva a fermare i colpi dei
manganelli sulle loro schiene”.
Selam, Etiopia
Wares, Eritrea
“Se una persona scappa, tutti gli altri sono portati nel cortile per essere sottoposti ad un interrogatorio
sulle sorti del fuggitivo. Chi non risponde o dice di non sapere niente viene picchiato con il manganello.
A volte utilizzano un manganello che dà la scossa elettrica”.
Possiamo far finta di niente oppure attivarci in qualche maniera, ad esempio firmando QUI una petizione on line indirizzata a Parlamento Italiano, Parlamento e Commissione Europea e Unhcr, per fare chiarezza sulle condizioni dei migranti africani in Libia e sulle responsabilità italiane.
lunedì 5 gennaio 2009
Identity 2.0
sabato 3 gennaio 2009
Gaza è sola
venerdì 2 gennaio 2009
Pop Irno - 4
Quando Matteo Spada entra nella sala del centro sociale occupato la riunione è già cominciata da un pezzo. Giusto il tempo di andare all'ospedale a visitare Giuliano Colla ed essere respinti all'ingresso per aver superato il termine dell'orario consentito di visita. Poi, un bel po' di traffico in tangenziale ed ora di corsa all'incontro del comitato cittadino contro la cementificazione.
I muri del centro sono impregnati di umidità e le scritte inneggianti al Chiapas ed alla Palestina stanno scolorendo. La stanza è fredda e non riscaldata e la ventina di brutte sedie disposte in circolo sono malamente illuminate. Un ragazzo con dei lunghi capelli rasata ha appena finito di parlare quando Matteo si siede sulla sua traballante sedia appena dietro il cerchio della riunione. La parola passa a Paolo Bronzelli, per tutti Bronx, storico leader del centro sociale.
- Cari compagni qua la faccenda è complicata. Il consiglio comunale ormai ha fatto passare la variante principale al piano regolatore, quella che destinerà tutta la zona ad un livello commerciale. Il progetto è chiaro, ci sta già il progetto di far passare la strada sopra al centro sociale e di abbatterlo tra pochi mesi. Compagni, qua dobbiamo iniziare a formare un'assemblea cittadina contro lo sgombero e contro la disoccupazione in città, un comitato che coinvolga tutte le forze sindacali e politiche...
Matteo Spada rimane ad ascoltare con il solito fastidio le parole di Bronx. Non riusciva mai a tollerare quel suo tono vittimistico e le sparate improvvise dettate dalla sua sindrome del complotto. Per esempio, non gli risultava assolutamente che ci fosse in programma la costruzione di una strada o di un'autostrada al posto del centro sociale. D'altra parte era difficile stare dietro alle previsioni catastrofiche di Bronx quando cominciava a parlare in pubblico. I suoi discorsi partivano da un appello allarmistico sul possibile imminente sgombero del centro, per poi passare ad un rapido cenno alle lotte dei lavoratori colombiani o pakistani per poi finire con un improvviso attacco a qualche consigliere comunale un tempo suo caro amico. Proprio come stasera. Spada aveva smesso di cercare di capire quali fossero i riferimenti e gli alleati politici di Bronx, visto che cambiavano ogni settimana.
- Per questo non dobbiamo scherzare sulla situazione che è delicatissima, compagni. E' inutile che facciamo delle battaglie perse sul complesso del piano regolatore e poi ci troviamo con il culo per terra con l'unico luogo di aggregazione giovanile della città sgomberato dopodomani...
Questa è un'allusione a qualche suo vecchio compagno ora in consiglio comunale, pensa Matteo, stai a vedere che Bronx ha qualcosa da ridire sul voto di astensione di Guarneri sul piano di Pop Irno. Forse voleva un voto favorevole? Come la Belva? I soliti contorcimenti politicisti di Bronx, pensa Matteo Spada, oppure qualche manovra peggiore su cui mi rifiuto di indagare.
Lo stesso giovane consigliere Guarneri, evidentemente chiamato in causa da Bronx, anche se non con una chiara accusa esplicita, fa un salto sulla sedia. Si aspettava tutto da quella riunione al centro sociale, tranne che venire criticato, anche se in maniera allusiva, di essersi schierato contro l'approvazione delle varianti in consiglio comunale. Casomai, in quel luogo si sarebbe atteso di dover rispondere alla solita richiesta dei compagni lì presenti, e cioè perché il suo partito rimanesse ancora in giunta con la Belva e cosa aspettasse lui a dare le dimissioni dal partito. Insomma, non si aspettava proprio di dover sentire le stesse parole di Franco Monti in quella sede. Forse è per questo che Franco Monti se la ridacchia nel baretto del centro, apparentemente distaccato dal dibattito in corso nella gelida stanza delle riunioni, pensa Matteo Spada. E come al solito, Bronx e Monti sono d'accordo, anche se poi mi toccherà sentire ancora l'uno parlare male dell'altro per ore, si disse Spada.
giovedì 1 gennaio 2009
Ricostituzione
di Alessandra Daniele
Dopo la riforma Alfano della Giustizia, si annuncia per il 2009 la riforma della Costituzione. Carmilla è già in grado di pubblicare in il testo dei nuovi Principi Fondamentali, firmato dal premier Silvio Berlusconi.
Art 1
L'Italia era una Repubblica immaginaria e priva di fondamento, che smentisco decisamente.
La sovranità apparteneva al popolo, che però me l’ ha data in cambio di qualche promessa, e qualche regalino, come fanno sempre anche le mie care collaboratrici.
Quindi l’Italia adesso è una Remia, una Res mia.
Art 2
La Remia non riconosce i diritti dell'uomo se li incontra così, per strada. Non se li può mica ricordare tutti di faccia. Ci vuole almeno la carta d’identità giusta, ma è molto meglio la carta di credito.
Art 3
Tutti i cittadini sono diversi davanti alla legge, in base a sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali, e soprattutto reddito.
È compito della Remia personalizzare il più possibile la legge, anche con simpatici adesivi colorati da indossare, in modo da evitare il grigiore anonimo dell’uguaglianza.
Art 4
La Remia riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro, ma non al salario.
Ogni cittadino ha inoltre il dovere di svolgere un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale delle società del gruppo Mediaset.
Va bene anche guardare “I Cesaroni”.
Art 5
La Remia, una e trina, è formata da tre mandamenti in subappalto ai capi- mandamento locali alleati del Polipo delle Libertà. Il principale alleato nazionale del PdL, il Vaticano, ha invece diritto di vita, di morte, e di coma, su tutto il territorio nazionale.
Art 6
La Remia spranga, brucia, rastrella, ed espelle con apposite norme le minoranze di ogni tipo.
Art 7
Lo Stato e la Chiesa cattolica sono una cosa sola. Con due teste, otto zampe, e migliaia di occhi.
Art 8
Tutte le confessioni religiose sono diverse davanti alla legge.
Le confessioni religiose differenti dalla cattolica vanno suddivise in:
a) Sbagliate e perverse, ma trascurabili perché molto minoritarie.
Da sfottere, ma sopportare, finché non rompono i coglioni.
b) Sbagliate, perverse, e pericolose, perché terroriste e terrone, cioè terroniste. Da combattere con ogni (ani)male necessario, dai maiali incontinenti, alle retate a cazzo di cane.
Art 9
Quando la Remia sente la parola “cultura”, mette mano alla pistola.
La ricerca scientifica e tecnica è subordinata alle direttive vaticane.
Il paesaggio e il patrimonio storico e artistico d’Italia devono levarsi dai coglioni delle aree edificabili, e delle Grandi Opere.
Art 10
La condizione giuridica dello straniero è regolata dall’umore di Olindo e Rosa Bazzi.
Lo straniero al quale sia impedito nel suo paese l'esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, sarà subito rispedito a crepare lì.
L'estradizione dello straniero per reati politici sarà eseguita dai servizi segreti più interessati a torturarlo.
Art 11
L'Italia sposa la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli, e come mezzo per leccare il culo ai paesi più potenti nelle controversie internazionali. Però creativamente la definisce con un altro nome. Essendo il nickname “missione di pace” già usurato, sarà sostituito da “Festival di Sanremo”.
Il prossimo Festival di Sanremo si svolgerà in Iran.
Art 12
La bandiera della Remia è il nuovo tricolore italiano: verde Padano, bianco Vaticano, e azzurro delle Libertà. Il rosso viene abolito per decreto presidenzale su tutto il territorio della Remia.
Chi volesse dare un ultimo saluto al testo del 1947, entrato in vigore il 1º gennaio 1948, lo trova qui